Partita

L’ultima foglia di fico

L’Inter perde la foglia di fico della Coppa Italia, ora la stagione non ha più scusanti. Non è bastato il fuori programma del gol di Jonathan nel primo tempo, la Roma rimane cauta nel primo tempo e colpisce nella ripresa, come già avevano fatto Atalanta e Cagliari. Gli avversari sanno ormai cosa fare e vanno sul sicuro. Tanti assenti, ma in campo c’erano gli acquisti di gennaio Rocchi, Schelotto e Kuzmanovic, con il solo Kovacic a salvarsi ancora una volta, forse Coutinho e Livaya avrebbero fatto qualcosa meglio, per non dire Sneijder.

Cominciamo dal pubblico, presente in buon numero, ma non i cinquantamila ufficialmente detti, diversi abbonati sono rimasti a casa. La novità sono gli striscioni polemici della curva nord, in verità più interessati a questioni identitarie (le pirlate goliardiche di Fassone quando era dirigente della Juve) che a voler chiedere conto di due stagioni fallimentari e a una società priva di un progetto e di una strategia per il futuro. Alla fine ci sono pure gli applausi. Sicuramente viene premiato l’impegno, ma mi chiedo che stimoli possono avere squadra e società a crescere e migliorarsi se ci sono tifosi che applaudono a prescindere indifferentemente che si arrivi primi o settimi. Perchè dannarsi ad arrivare primi?

Cambiasso è il dodicesimo infortunio, arriva nel riscaldamento, ma di far giocare Benassi non se ne parla. Stramaccioni opta per un 4-5-1 con terzetto di centrocampo Zanetti-Kovacic-Kuzmanovic, sugli esterni Alvarez e Schelotto, unica punta Rocchi. Difesa a quattro con Jonathan-Ranocchia-Samuel-Jesus. La Roma ha il solito 4-3-3, il centrocampo a tre ripropone quello che si vede in quasi tutte le squadre di serie A e che solo l’Inter non ha: Un regista davanti alla difesa, De Rossi, un interno incursore, Florenzi, e un interno più palleggiatore, Bradley. Dall’altra parte abbiamo un regista, Kovacic, ma che deve estrarre da tutta la sua fantasia per inventare letteralmente gioco, visto l’immobilismo dei suoi compagni di reparto.  Difesa Torosidis-Castan-Marqinhos-Marqinho. In attacco Lamela ingaggia il duello con Jesus, aiutato dai raddoppi di Kuzmanovic il brasiliano nella prima parte di gara riesce a contenerlo, mentre Totti smista e dall’altra parte c’è Destro, l’ex della partita che medita vendetta. L’intensità delle sfide tra nerazzurri e giallorossi degli anni passati è solo un ricordo, la Roma non ha nessun interesse a spingere e aspetta il secondo tempo per colpire, rientrando tutti dietro la linea della palla. l’Inter invece non si espone per paura. Al 40′ i falli sono solo tre a due. Comunque ben presto la Roma trova spazio sul lato sinistro, dove Alvarez smette di rientrare, Zanetti attende basso e Marquinho ha tutto lo spazio per salire, mentre Florenzi è in movimento continuo, ma dovrà lasciare per infortunio a fine primo tempo. Quello che non ti aspetti non è tanto il gol dell’Inter, ma il modo ispirato in cui arriva, Jonathan per qualche secondo si maiconizza e chiede il doppio scambio in corsa ad Alvarez e Rocchi, bravo a militizzarsi aprendo il varco in area per il brasiliano che non sbaglia nemmeno la conclusione! Un’azione da Inter di una volta, una perla fugace, prima di tornare alla realtà. La Roma è costretta a rivedere i piani e ad alzare il tono e si rende già pericolosa con gli inserimenti di Florenzi, con i tiri da fuori non schermati dai centrocampisti e sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Le parate di Handanovic sono di una bellezza e importanza tanto quanto quelle viste nel derby, se non di più. Lui e Kovacic giocano su un altro livello. Ma prima del puntuale crollo post-ora di gioco, val la pena ricordare un intervento difensivo di Samuel in spaccata come quelli di un tempo. L’incantesimo finisce qui, poi arriva inesorabile l’ora di gioco e l’Inter torna cenerentola. Lamela riparte e goffo è il tentativo di contrasto di Zanetti, che rotola per terra, la verticale per Destro è perfetta e questa volta è Samuel a tenerlo in gioco, colpo sotto e gioco fatto. Strama toglie Schelotto e inserisce Benassi per un centrocampo a rombo con Benassi vertice basso, Kovacic alto e interni Zanetti e Kuzmanovic. Questi ultimi due sono inesistenti in fase d’interdizione e la Roma affonda prendendo in mezzo il rimasto solo Benassi, azione classica verticalizzazione e cross basso, Destro insacca a porta spalancata. Non sarà mica tutta colpa dei difensori? Finale desolante, ma siamo abituati, la Roma è tentata di dilagare, ma si ferma dopo il terzo gol di Torosidis, Alvarez è abbonato ai gol inutili, Stramaccioni fa esordire altri due giovani nei minuti finali, così potrà dire che lui i giovani li fa giocare. La società sta programmando il futuro o aspetterà fine agosto anche quest’anno?

 

 

 

 

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