Partita

L’Udinese spiazza l’Inter

L’Udinese vince a San Siro per 3-1, Oddo soffre nel primo tempo, poi trova le contromisure (Allegri docet) e infila i nerazzurri. Spalletti prima corre ai ripari rimettendo la vecchia formazione, poi stravolge ancora mandando in confusione la squadra. Santon capro espiatorio, ma sono i big ad essere sotto tono mentre Spalletti sbaglia ancora formazione iniziale e ora deve trovare nuovi schemi.

Il gol di Lasagna ANSA / MATTEO BAZZI

L’Udinese si presenta a San Siro nei minuti iniziali con un atteggiamento eccessivamente spregiudicato, un 3-5-1-1 dove gli esterni Widmer e Adnan giocano altissimi e permettono all’Inter di sviluppare il suo gioco sulle fasce, con i centrocampisti friulani che non si abbassano in area ad aiutare i difensori. Non convince nemmeno la scelta di Oddo di rinviare nella zona di D’ambrosio che tende a vincere i duelli aerei con Adnan. Ne consegue un bombardamento di cross nell’area Udinese con Candreva, Vecino e Perisic che non trovano la stoccata vincente. Al quarto d’ora piuttosto a sorpresa gli ospiti vanno in vantaggio: Santon prima ruba palla, poi se la fa risoffiare da Widmer che crossa dal fondo trovando Lasagna troppo solo sul secondo palo, palla in rete. L’Inter impiega un solo minuto a pareggiare, preciso lancio di D’ambrosio per Candreva, Adnan scivola e permette all’ala nerazzurra di andare a crossare in libertà, costringendo Nuytinck ad uscire dall’area, Icardi sovrasta Larsen con Danilo già a vuoto e realizza. Nella seconda parte del primo tempo l’Udinese assume un atteggiamento più attento, i due esterni si abbassano formando una linea difensiva a cinque, mentre Fofana si abbassa in area ad aiutare i centrali. L’Inter trova meno possibilità in area e ci prova ripetutamente da fuori, senza precisione. Ancora una volta Brozovic non convince nel ruolo di trequartista, ma è vero che è anche poco servito quando si sgancia a sinistra o si abbassa sul centrosinistra. L’unica verticalizzazione della partita è di D’ambrosio per Icardi. Udinese troppo esposta nella prima parte, poi troppo schiacciata.

Il rigore di De Paul

Nella ripresa Oddo manda in campo una squadra trasformata – trovando il giusto equilibrio – sia per atteggiamento psicologico che tattico. I due esterni rimangono bassi, ma ora le mezz’ale Jankto e Barak si alzano in pressing sui terzini nerazzurri, che vanno in netta difficoltà non riuscendo a impostare con Valero che non riesce a catalizzare il gioco, Fofana inizia a intercettare palloni nell’intermedio, gli inserimenti di Vecino sono ben curati, mentre l’arcigno Nuytinck si alza su Brozovic. Il consueto gioco sulle fasce è ormai intasato dalle mosse di Oddo, come già aveva fatto Allegri, e come probabilmente ora faranno tutti i prossimi avversari, inoltre l’Udinese riparte in velocità con i pungenti De Paul e Lasagna, clamoroso il miracolo di Handanovic in apertura di ripresa sull’attaccante bianconero. Era da tempo che l’Inter non subìva i contropiedi avversari. Spalletti finalmente torna alla formazione che tanto aveva fatto bene fino a due settimane fa, togliendo Brozovic, rimettendo Gagliardini davanti alla difesa e rialzando Valero. Al 60′ però la Var vede un mani di Santon in area, De Paul si presenta sul dischetto e insacca. Subito Gagliardini si fa sentire in mezzo al campo e si rende pericoloso di testa con gran parata di Bizzarri. L’Inter è sfortunata anche colpendo una traversa clamorosa con Skriniar su calcio d’angolo, Spalletti però si fa prendere dalla fretta e decide di cambiare ancora inserendo Karamoh al posto di Santon e schierandosi con un 3-1-2-4 decisamente troppo scoperto (Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda; Gagliardini; Vecino, Valero; Candreva, Karamoh, Icardi, Perisic), doveva essere probabilmente un 3-5-2 a specchio con gli avversari, ma Candreva e Perisic giocano all’altezza delle due punte e Valero e Vecino da trequartisti, per l’Udinese si creano delle praterie sulle fasce che Jankto va a sfruttare con un cross per l’inserimento di Barak che la chiude sull’1-3. Da mezz’ala a mezz’ala, Oddo l’ha vinta con questi due. Il finale è anarchico con l’inutile ingresso di Eder al posto di Vecino per un 3-2-5 finale, mentre Oddo ha tolto l’ammonito Fofana inserendo Berhami e in avanti Perica per Lasagna, poi spazio anche per Halfredsson al posto di De Paul. Finisce 3-1 per l’Udinese, nessun dramma, ma per la terza partita consecutiva le scelte di Spalletti non convincono e il gioco monotematico comincia ad essere conosciuto e prevedibile. L’Inter ha tirato tantissimo, come con il Pordenone, ma la maggior parte dei tiri sono stati velleitari, da fuori, imprecisi, o troppo centrali. Poche le vere nitide occasioni da gol con una sola grande parata del portiere e una traversa.

INTER-UDINESE 1-3

INTER (4-2-3-1): 1 Handanovic; 33 D’Ambrosio, 37 Skriniar, 25 Miranda, 21 Santon (69′ 17 Karamoh); 11 Vecino (78′ 23 Eder), 20 Borja Valero; 87 Candreva, 77 Brozovic (53′ 5 Gagliardini), 44 Perisic; 9 Icardi.
Panchina: 27 Padelli, 46 Berni, 7 Cancelo, 13 Ranocchia, 29 Dalbert, 55 Nagatomo, 99 Pinamonti.
Allenatore: Spalletti.

UDINESE (3-5-1-1): 1 Bizzarri; 19 Stryger-Larsen, 5 Danilo, 17 Nuytinck; 27 Widmer, 72 Barak, 6 Fofana (73′ 85 Behrami), 14 Jankto, 53 Adnan; 10 De Paul (88′ 23 Hallfredsson); 15 Lasagna (79′ 18 Perica).
Panchina: 22 Scuffet, 7 Matos, 9 Bajic, 13 Ingelsson, 20 Maxi Lopez, 55 Bochniewicz, 96 Ewandro, 97 Pezzella, 99 Balic.
Allenatore: Oddo.

ARBITRO: Mariani.
Assistenti: Fiorito e Di Iorio.
Var: Massa (Peretti).
Quarto uomo: Piccinini.

RETI: 14′ Lasagna (U), 16′ Icardi (I), 61′ rigore De Paul (U), 77′ Barak (U).

NOTE: ammoniti Adnan (U), Nuytinck (U), Fofana (U), Vecino (I), Widmer (U).