L’Inter brilla per una notte

Notte da Inter ieri sera, nel mezzo di una stagione orribile, si risveglia l’orgoglio di Cambiasso e Cassano che trascinano la squadra ai supplementari, dove sfumano energie e sogni di rimonta. E ora? Questa vittoria ridarà morale per il campionato o pagheremo l’immenso sforzo fisico già a Domenica?

 

Nessuno ci credeva, e non poteva essere diversamente. Stadio semideserto, non c’è la bolgia del 12 maggio 1965 che portò alla rimonta contro il Liverpool. Nessun appello ai tifosi alla vigilia, come quello di Trapattoni che portò la carica degli 80000 tifosi a S.Siro il 7 novembre 1990 contro l’Aston Villa dopo il 2-0 patito all’andata. E non perchè questa volta i gol da rimontare sono tre, è che questa è un’altra squadra, difficile scorgere il carattere leonino della pazza Inter, ma evidentemente qualcosa c’è sempre dentro quella maglia e ieri sera si è visto. Diciamola poi tutta, il Tottenham ha iniziato a giocare solo dopo il 2-0, prima aveva offerto un’esibizione amorfa, a cominciare da quel 4-4-2 lineare, che privo di Lennon e Bale era senza guizzi e profondità. Rispetto all’andata Dembelè si spostava sull’esterno destro e a far coppia in mezzo con Parker c’era il più modesto Livermore, mentre a sinistra sempre Sigurdsson, migliore in campo all’andata. Al posto di Bale squalificato l’incostante Adebayor in tandem con un Defoe impalpabile. Nessuno dei mediani s’inseriva senza palla e i due esterni tendevano ad accentrarsi, inesistente la spinta dei terzini Walker e Naughton, gli unici momenti in cui l’Inter veniva schiacciata era sugli sviluppi dei calci piazzati, nei quali si faticava ad uscire.

Stramaccioni invece schierava il rombo di partenza a centrocampo con Kovacic vertice basso, Guarin alto, Gargano e Cambiasso interni, in attacco Palacio e Cassano, ma i movimenti offensivi portavano ad un 4-2-3-1 con Cassano che veniva incontro a smistare sulla trequarti centrale, Guarin si spostava alla sua destra e Cambiasso si buttava in avanti sul centrosinistra, a volte addirittura ala sinistra, a volte affiancando Palacio come seconda punta. Scarso l’apporto dei due terzini, Zanetti non saliva mai e Jonathan per lo più era ignorato. Non c’era nessun schema particolare se non che Cassano o Kovacic smistavano verso Cambiasso che apriva il gioco verso destra. Da una di queste sventagliate è arrivato il gol dell’1-0, riceveva Jonathan, taglio di Palacio che dettava il passaggio e costringeva ad uscire Vertonghen, cross che scavalca Gallas e Cassano abbandonato da Livermore e Walker poteva schiacciare di testa in rete, facendosi perdonare già due occasioni sciupate in precedenza. L’Inter si è scoperta una squadra dopo mesi, gli attaccanti pressavano l’inizio dell’azione avversaria, i reparti uno vicino all’altro e non la solita voragine, giocatori che si facevano vedere e non scappavano via. Il primo frangente di sfilacciamento si è avuto solo dopo 35 minuti, quando per la prima volta i reparti si sono scollati.

Fondamentale è stato giocare sulla linea difensiva del Tottenham, presuntuosamente alta e sempre storta, con il disastroso Naughton che teneva in gioco due volte Palacio, nella prima l’attaccante colpiva la traversa alta scavalcano Friedel con un pallonetto, nella seconda invece non falliva il raddoppio. Determinante nell’azione del 2-0 è stato il lavoro di Kovacic, Zanetti e Cambiasso che hanno ingabbiato Dembelè in uscita, con Cambiasso a rubargli palla e verticalizzare subito. Dopo il 2-0 come detto il Tottenham ha cominciato a pressare e giocare, tornando al suo 4-2-3-1 con l’ingresso al posto di Defoe di Holtby che andava prima a destra, poi trequartista centrale, quando entrava Lennon al posto di Livermore, con Dembelè che tornava al centro. Ma le perle della difesa degli Spurs non erano finite, Gallas sbucciava nella propria rete una punizione di Cassano regalando il 3-0, poi all’ultimo minuto perdeva il contrasto con Cambiasso che tirava fuori la palla del 4-0. I supplementari però ci restituivano un’ Inter sfibrata, Kovacic non ce la faceva e al suo posto Benassi, il gol del Tottenham sembrava dipingere la resa: Dembelè partiva da metà campo, saltava Palacio, Alvarez lo accompagnava senza tagliare, Benassi rinculava facendolo tirare dal limite, la respinta di Handanovic verso il campo e Chivu e Zanetti bruciati da Adebayor che metteva il tap-in. Ma invece c’era ancora una carta, al posto di Jonathan Ranocchia, che si sistemava al centro dell’attacco, il suo lavoro di torre portava al cross Cassano e liberava dalla marcatura Alvarez che poteva segnare in tuffo di testa. Ancora Ranocchia due volte di testa non trovava la porta e il gol che avrebbe voluto dire una storica qualificazione, ma diciamolo, questa stagione non è segnata per entrare nella storia, va bene aver salvato l’onore in Europa dopo il disastro dell’andata, consapevoli che questi sono i cascami di una grande squadra che fu e che ha fine stagione è inevitabile voltar pagina.

 

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