Editoriali

Lettera a Mister Mancini

mancini silvinho palòermoGuardando il derby di Manchester, partita molto tattica e combattuta, ci ha dato molti spunti a livello di riflessioni sugli schemi di gioco pensando all’Inter. Partita tattica, ma piacevole e persino istruttiva. Entrambe le squadre, soprattutto lo United che meritava la vittoria, hanno giocato seguendo due precisi abbinamenti dettati dai rispettivi allenatori e cioè:
– Tutti i giocatori corrono e aiutano l’altro. Una precisazione: correre non in senso di velocità folle, bensì di continuo movimento mai fermi ad aspettare la palla.
– Tutti pressano il proprio avversario e si smarcano per proporre lo schema pensato o previsto.
– Tutti hanno già in mente cosa fare e dove dare il pallone prima di riceverlo, anche in questo caso su precise disposizioni dell’allenatore. Sono come degli specialisti che comunque hanno piena libertà di mettere la loro “creatività” di gioco, quindi non meri esecutori. Un esempio per tutti, il diciottenne Martial grande giocatore che ha oggi impressionato tutti gli spettatori.
Ci ha colpito questo modo di giocare perché abbiamo pensato all’Inter. Quest’anno la squadra ha giocatori, in tutti i reparti, capaci di mettere bellamente in pratica questi schemi e mentalità di gioco e per questo vedendo le due di Manchester abbiamo pensato che anche l’Inter potrebbe e dovrebbe applicarli. Poi ci è tornato alla mente il City allenato da Mancini, da me visto decine di volte, una grande squadra che giocava così e persino meglio e ci è scattata una specie di invito. Mister Mancini, perché non ci propone, non fa giocare, l’Inter come il suo City? Ci sono i presupposti e i giocatori e anche la mentalità. Siamo sicuri che è anche il suo obiettivo, ma qualcosa la sta frenando. Aspettiamo di vedere l’Inter dove tutti corrono, si aiutano e sanno già prima cosa fare dimenticando il primo tempo contro il Palermo, il secondo contro la Juve e altri. Ci crediamo, ci creda, la aspettiamo.