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Le “strunzate” demagogiche di Sarri sui milioni dell’Inter

maurizio-sarri“Credo che in parità numerica l’avremmo vinta più facilmente, in quanto non ci sarebbe stato un calo mentale da parte nostra”. Il delirio di onnipotenza di Sarri, passato dalla cassa della banca alla panchina del Napoli, senza passare dal banco del pesce e quindi privato di iniezioni di fosforo, gioca brutti scherzi. D’altronde è il suo Napoli a fare e disfare, gli avversari non esistono, anche se, “Mancini dalla panchina può fare alzare diversi milioni di euro, ci sono tanti giocatori che possono cambiare la partita. Non saprei dirti le percentuali di quanto abbiano inciso i cambi e le nostre mancanze, ma credo maggiormente il secondo aspetto”. Insomma, nonostante i milioni del banchiere Mancini, è sempre la favola dell’impiegato di banca a determinare il bello e il cattivo tempo. Il “povero” Sarri, che dalla sua può contare sul modesto proprietario di un cinema di periferia che gli ha lasciato in dote cosuccie come Higuain, Reina, Allan, Hamsik, Callejon, Insigne e che può lasciare in panchina bidoni come Mertens e Gabbiadini, deve battagliare con il parametro zero Biabiany, con il prestito senza diritto di riscatto Telles e i 14 milioni in pegno di Jovetic. Inutile ricordare che l’Inter ha chiuso in pareggio il saldo del calciomercato e non ha speso nulla l’estate scorsa, la retorica vittimistica e demagogica vince sempre e fa sempre il pieno d’incassi nelle sale del paese. Anche il duro Orsato si è commosso.