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Le scelte di Stramaccioni

Quattro vittorie consecutive in campionato, Quattro partite, un solo gol subìto. Da difesa colabrodo a quarta difesa del campionato.

 

Quattro partite sempre con gli stessi difensori schierati: Handanovic, Ranocchia, Samuel, Jesus. A centrocampo sempre presenti Zanetti e Cambiasso. In attacco Milito e Cassano. Questa l’ossatura con cui Stramaccioni ha trovato la quadratura del cerchio. Quattro senatori, la scommessa Cassano, due giovani e un portiere degno della migliore tradizione nerazzurra. Un mix di esperienza, solidità, classe e un pizzico di gioventù. Tutti e quattro i senatori in un modo o nell’altro sono stati dati per finiti in un passato anche recente, ora tutti ne riconoscono l’importanza negli equilibri della squadra, proprio nel momento in cui al Milan si mangiano le mani per aver mandato via i loro senatori. Ora lo spogliatoio rossonero è allo sbando, senza punti di riferimento. Ma anche Ranocchia ha passato periodi difficilissimi, e Cassano era considerato un rischio inutile. Una bella rivincita per questo gruppetto, ma non parliamo di Inter da scudetto, sono state quattro belle vittorie, ma Juve e Napoli sono più forti. Il Napoli ha una collaudata capacità di palleggio e manovra, mentre all’Inter siamo ancora ai lavori in corso sotto questo aspetto. La Juve ha il cinismo, mentre l’Inter sia con la Fiorentina, sia con il Catania ha sciupato innumerevoli occasioni non chiudendo la partita per tempo, per non parlare dell’occasione gettata al vento da Milito per chiudere il derby in apertura di gara.

 

I meriti di Stramaccioni – Oltre ad aver fatto quello che deve fare l’allenatore, cioè fare delle scelte, scegliendo otto titolari fissi, Strama ha avuto il merito di rivedere i propri errori, passando da una squadra che attaccava in otto e difendeva in sette, subendo così un numero spropositato di contropiedi, ad una che attacca in cinque e difende in otto-nove.

 

Gli episodi – Queste quattro vittorie però sono figlie anche di episodi favorevoli, perchè il calcio è meno logico di quello che si vuol credere. Il gol in fuorigioco di Pereira a Verona alla fine di un primo tempo disastroso, ha aperto la strada alla striscia positiva. Il rigore negato al Catania sull’1-0 poco prima del raddoppio di Palacio. Meno eclatanti invece gli episodi nel derby, il mezzo rigorino reclamato da Robinho e il gol annullato, che poi anche se il gioco fosse proseguito c’era Emanuelson in fuorigioco.

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