Le prime impressioni sul mondiale

Coppa del mondo 2026

Sono iniziati i mondiali 2026, la grande sorpresa manco a dirlo finora è il pareggio di Capoverde contro la Spagna per 0-0, gli eroici capoverdiani hanno fatto muro, catenaccio, messo il pulmann davanti alla porta, ah no oggi si dice blocco basso, ma chiamatelo come volete, è stata una impresa clamorosa. La partita più interessante e attesa nella prima giornata era sicuramente Brasile-Marocco, quanta fatica per i verde-oro di Ancelotti, che hanno strappato un pareggio grazie a Vinicius Junior, ma Il Marocco è apparso più fluido, organizzato, compatto. Il tenero Curacao ci ha fatto sognare nella prima mezz’ora contro la Germania segnando un gol, ma poi è andata come è andata, sommersi di gol dai poco teneri teutonici. La Francia ha bagnato l’esordio con una vittoria contro il Senegal, senza brillare particolarmente, l’intramontabile Messi intanto ci ha deliziato con una tripletta contro l’Algeria, esordio anche per il nostro Lautaro nella prima vittoria dei campioni del mondo, ma per noi il vero intramontabile è Arnautovic :), il quale guida la sua Austria alla vittoria contro la Giordania, siglando il 48esimo gol in nazionale. Mentre scriviamo il Portogallo è già in vantaggio contro il Congo, mentre stasera sarà un succoso Inghilterra-Croazia.

Insomma, manca solo l’Italia in quello che per numero di partecipanti sembra più il festival dell’amicizia tra i popoli che un mondiale. Colpa nostra, ma anche un meccanismo di qualificazione che chiaramente ha favorito il resto del mondo rispetto alle squadre europee. Qualcosa mi dice che ai quarti ci arriveranno solo le squadre del vecchio continente più l’Argentina, ma magari verrò smentito. Allora va bene l’autocritica, ma vincere un europeo come abbiamo fatto noi nel 2021 ha più valore calcistico di questo genere di mondiale, dove comunque avevamo il dovere di esserci, ma è andata come è andata.

Gli stadi sono pieni in ogni ordine di posto, colmi di entusiasmo da ogni dove e soprattutto bellissimi, anche quelli messicani, che invidia, guardatevi se potete lo stadio di Houston, sembra un san Siro 2.0, chissà che il nostro nuovo Meazza non si ispiri a quello. Anche Santa Clara, Los Angeles, New York offrono palcoscenici clamorosi, ma pure Monterrey in Mexico. Si vede che là non hanno i comitati ambientalisti e la burocrazia, come non ce li hanno praticamente in tutto il resto del mondo.

Occhio a Diomandè, praticamente dal nome lo manda Dio, ala sinistra 19enne della Costa D’avorio, gioca nel Lipsia, ma il suo valore di mercato è già lievitato a 90 milioni. Finalmente uno che punta l’uomo e lo salta, per il resto anche in questo torneo c’è una tendenza al palleggio, alla noiosa uscita dal basso, di questo ancora non ci siamo liberati.

I nostri ragazzi nerazzurri al mondiale? Per il momento abbastanza in ombra e poco utilizzati, ma c’è tempo, intanto ci siamo goduti Arnautovic..