Partita

L’analisi tattica di Empoli-Inter

d'ambrosio manciniAl termine del pareggio a reti bianche con l’Empoli, Mancini ha “assolto” il reparto offensivo mettendo il dito sulla piaga dei problemi in fase d’impostazione dalle retrovie. Il pressing alto dell’Empoli ha messo in grossa difficoltà il reparto difensivo che non è riuscito a giocare la palla. Si è vista una squadra allungata, che ha fatto un passo indietro sul piano del gioco, della corsa e dell’unione tra reparti.

L’Empoli pressava con i due attaccanti sui due centrali nerazzurri, il trequartista Verdi andava su Guarin o Medel e così Handanovic rimetteva sempre su D’Ambrosio, sul quale si alzava la mezz’ala Vecino, il terzino napoletano era troppo frettoloso nel liberarsi del pallone gettandolo in avanti un po’ alla cieca, ma i compagni non lo aiutavano, ne’ Guarin, ne’ Podolski si facevano vedere in maniera decisa. Nel secondo tempo la situazione si è fatta ancora più imbarazzante. Ogni volta che Handanovic si apprestava a rimettere dal fondo Medel si abbassava tra i due centrali, ma era seguito da Verdi, sui due centrali c’erano sempre i due attaccanti e sui terzini interisti andavano le mezz’ale (Vecino e Croce), ma ora anche Valdifiore si alzava su Guarin. Il portiere interista rinunciava a giocare la palla rinviando lungo trovando i due centrali empolesi (Tonelli e Rugani) sempre all’anticipo di testa sugli avanti interisti. Un po’ meglio è andata quando Mancini ha rinfoltito il centrocampo passando al 4-3-1-2, con Kovacic alle spalle di Shaqiri e Palacio, ma il croato interpretava il ruolo di trequartista molto basso aiutando ad impostare, così come Shaqiri partecipava di più alla manovra, ma non è bastato.

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