Editoriali

La verità è rivoluzionaria

Le parole di Ausilio pronunciate ieri alla Statale di Milano hanno provocato un vero e proprio terremoto. Il contesto poteva essere relativamente informale o sicuramente insolito, ma era sicuramente pubblico. C’è chi ha parlato di Choc, chi di parole crude, ma vere, mentre sui social è scattata la gogna mediatica e il consueto balletto dell’indignazione popolare, c’è addirittura chi si è spinto ad augurarsi che Ausilio venga gambizzato sotto il portone di casa, forse troppo stupido e ignorante per ricordare che in Italia fino a non molti anni fa c’era veramente chi veniva gambizzato sull’uscio di casa. Ma le domande sono: Le parole di Ausilio sono condivisibili? E sono opportune? Alla prima domanda la mia risposta è sì, quasi tutti concordano che cacciare Mancini a una settimana dall’inizio del campionato per prendere un allenatore che non conosceva il campionato italiano sia stato un errore di programmazione. Quasi tutti concordano che Thohir abbia fatto solo business, mentre Moratti fosse mosso solo da passione. Nel business non c’è niente di male, ma per gestire una squadra sportiva ci vuole anche passione e ambizione. Praticamente tutti condividono che l’Inter debba cambiare comunicazione e ormai è pensiero diffuso che troppe nazionalità in una rosa non facciano bene. Quindi le parole di Ausilio sono condivisibili, ma inopportune? L’opportunità o meno viene data dallo spazio, dal tempo e dal soggetto. Sicuramente è inusuale che un dirigente si esprima in maniera così franca, avesse parlato così a metà stagione sarebbe stato strano, ma è indubbio che ormai la stagione sia finita e che nel calcio moderno i bilanci debbano essere resi pubblici. Molte persone vivono ancora con un’idea di comunicazione novecentesca, da guerra fredda, dove l’unica cosa che conta è la propaganda, altri hanno visto nelle parole di Ausilio un suo tirarsi fuori dall’Inter, una mancanza di responsabilità, forse addirittura un addio. E’ più probabile che invece il direttore sportivo abbia parlato in modo tale di alcuni elementi perchè sono proprio loro ad essere destinati a uscire presto dall’Inter. E’ molto probabile infatti che ci sarà una rivoluzione nella rosa, molti giocatori verranno ceduti, ci sarà una reitalianizzazione, le nazionalità saranno limitate, d’altronde anche la prima Internazionale, quella dei fratelli del mondo, se non sbaglio era composta da non più di tre nazionalità (italiani, svizzeri e britannici), ben più difficile far convivere una babele di quindici nazionalità provenienti dai quattro continenti. E’ facile anche pensare che lo stesso Thohir, tuttora formalmente presidente dell’Inter, lascerà al termine della stagione, non si spiega altrimenti la sua totale assenza negli ultimi nove mesi. C’è chi si indigna per le parole di Ausilio e non dice una parola sul’abbandono della nave del presidente in carica.