Inter-Atalanta 1-1 26′ Esposito, 82′ Kristovic
Piovono ancora errori arbitrali a danno dell’Inter, dopo il rigore negato nel derby di domenica scorsa per un fallo di mano di Ricci ben più grave di quello che aveva fatto Bisseck l’anno scorso in una gara decisiva per lo scudetto e che invece fu sanzionato, oggi siamo andati oltre, abbiamo un rigore solare negato a Frattesi, un gol dell’Atalanta viziato da un fallo su Dumfries, nel quale l’arbitro si mette prima il fischietto in bocca, di fatto inducendo i difensori a fermarsi e poi convalida, ma sapete una cosa? Nel basket è l’arbitro di campo che decide se andare a rivedere o no, nel calcio è stato invece dato un potere enorme ai varisti

Foto calciointer.net
Il referee revenge – in seguito al caso Bastoni-Kalulu – contro la Beneamata è così al secondo episodio, vediamo se si fermano qui o hanno deciso che i ragazzi di Chivu devono pagarla ancora più cara. Come dire, per un episodio arbitrale a favore dei nerazzurri, quanti ce ne devono essere contro l’Inter? Siamo così costretti a partire dalla coda nel nostro racconto calcistico di oggi, cosa non da noi, così come parlare di arbitri, di solito non so nemmeno chi è il fischietto designato, ultimamente mi sto mio malgrado imprimendo nella memoria invece alcuni nomi, Chiffi, Abisso, Manganiello, sempre loro.. Il primo episodio è sul pareggio dell’Atalanta, spinta ai danni di Dumfries anche se c’è da dire per onestà che qui l’olandese è parecchio maldestro, ma di solito in questi casi si fischia sempre, o improvvisamente siamo in Inghilterra? No, siamo sempre in Italia, mi pare. La cosa incredibile è che però l’arbitro si mette il fischietto in bocca e poi non fischia, cos’era, una finta di gioco per gli attaccanti? Un doppio passo funambolico del direttore di gara? Ma il vero episodio clamoroso è sul rigore non dato a Frattesi, scalciato in piena area dal difensore, abbiamo visto decine di rigori dati per molto meno in questi anni, con buona pace del moviolista di Dazn, Mimmo Marelli, che dovrebbe contenere la sua fede milanista, Marelli, si contenga, abbia un minimo di decenza. Che cosa c’è, un nuovo comma del regolamento per cui dare un rigore all’Inter al novantesimo è diventato vietato?
Ma parliamo anche della partita, seppur in queste condizioni, si è vista una squadra meneghina un po’ intimorita, pur giocando nel primo tempo sempre nella metà campo avversaria, ma nella ripresa invece chiusa in difesa, anche lenta in fase d’impostazione, poco fluida perchè per ogni buona giocata seguiva un errore, una imprecisione del compagno e viceversa in seguito, a turno sbagliano un po’ tutti, passaggi troppo rattrappiti oppure troppo lunghi, scarsa intesa tra i compagni. Si è concesso anche troppo alle ripartenze atalantine, con Zielinski e Carlos Augusto sempre a metterci una pezza ai buchi lasciati da Akanji e Bisseck, oltre ad uno svarione di Sucic. Si sente la mancanza dei ritmi dati da Calhanoglu e il raccordo dato da Lautaro sulla trequarti, oltre alla riagressione immediata, che non c’è più. Ma manca anche un direttore della difesa come erano DeVrij o Acerbi negli anni passati. Insomma, tutta quella colonna vertebrale, ci mettiamo anche il Sommer dell’anno passato. La squadra invero appare smorta, snervata, quasi impaurita, ma alla fine il gol arriva, da quinto a quinto Dimarco-Dumfries come ai bei tempi, smistamento Thuram-Barella e Pio sfodera un tirone da pulcino muscoloso, con la complicità di Carnesecchi anche. Ci sono poi alcune cose incomprensibili, la tendenza a non tirare, anche in area, a rifinire continuamente, poi dalla distanza l’unico che tenta la conclusione è Dimarco, il fatto che nessuno va sul fondo a crossare, nessuno fa un dribbling, poi il finale però ve lo abbiamo già raccontato, era uno 1-0 se vogliamo un po’ stiracchiato, poi sono intervenuti gli errori arbitrali.
Torno però sul punto iniziale, negli altri sport è l’arbitro che se ha un dubbio decide di andare a rivederla al monitor, qui invece hanno inventato la figura del varista, una sorta di doppio potere, ora c’è il varista che comanda all’arbitro se deve andare a rivederla oppure no, un potere immenso, una cosa cialtronesca, da dilettanti. E’ il caos, ma non prendiamocela col var, ma con la figura del varista, unicum nello sport. Poi a casa mia chi sbaglia paga, di fronte ad errori madornali un arbitro o il varista andrebbe sospeso, nel calcio invece no, continua ad arbitrare.
A questo punto si spera che la sete di vendetta degli arbitri e dei media si sia placata, l’Inter però deve ritrovare sè stessa, ma sopratutto ha bisogno come il pane di Calhanoglu e Lautaro, intanto domani ci mettiamo sul trespolo..
INTER-ATALANTA 1-1 | TABELLINO
Marcatori: 26′ Esposito (I), 82′ Kristovic (A)
INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji (6 De Vrij 80′), 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella (16 Frattesi 76′), 7 Zielinski, 8 Sucic (22 Mkhitaryan 46′), 32 Dimarco (11 Luis Henrique 65′); 94 Esposito (14 Bonny 65′), 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 15 Acerbi, 17 Diouf, 36 Darmian, 53 Lavelli, 57 Kaczmarski, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.
ATALANTA (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac (4 Hien 65′); 77 Zappacosta, 15 De Roon (16 De Ketelaere 76′), 8 Pasalic, 47 Bernasconi; 10 Samardzic (13 Ederson 52′), 59 Zalewski (7 Sulemana 65′); 9 Scamacca (90 Krstović 52′). A disposizione: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 5 Bakker, 6 Musah, 16 Bellanova, 17 De Ketelaere, 69 Ahanor. Allenatore: Raffaele Palladino.
Ammoniti: Sucic (I), Kolasinac (A), Carlos Augusto (I), De Ketelaere (A). Note: espulso Chivu (I). Recupero: 1′ – 6′.
Arbitro: Manganiello. Assistenti: Passeri-Rossi. IV ufficiale: Collu. VAR: Gariglio. AVAR: Chiffi.
SQUALIFICATI Inter: – Atalanta: –
DIFFIDATI Inter: – Atalanta: Palladino (allenatore)













