Partita

La sconfitta più brutta

La sconfitta di oggi è la sconfitta più brutta, su un campo dove in un passato recente e lontano si erano vinti due scudetti. Doveva essere un punto di partenza dopo il mercato, invece segna questa stagione con la doppia sconfitta con l’ultima in classifica, all’andata e al ritorno il Siena ha fatto il pieno. Dei nuovi un disastro Schelotto, onesto Kuzmanovic, ma non potrà mai fare la differenza e affonda se la squadra affonda. Kovacic invece fa un’ottima impressione, è l’unica nota positiva della giornata.

Non c’è più traccia dell’Inter camaleontica, Stramaccioni si è incaponito riproponendo un impianto che è praticamente sempre lo stesso dalla partita con il Pescara e che non funziona: difesa a tre con Ranocchia-Chivu-Jesus, due mediani iperposizionali e interditori (Zanetti-Kuzmanovic), due esterni molto alti (Schelotto e Nagatomo) a cercare di sfruttare tutta l’ampiezza, ma che non saltano l’uomo e lasciano spazi dietro, Guarin trequartista, Palacio unica prima punta e Cassano che svaria un po’ ala, un po’ trequartista, ma che oggi ha giocato per tutto il primo tempo in una posizione centrale e ingolfata affianco a Guarin. Se il Siena difende con cinque difensori (tre centrali e due terzini), due mediani, due mezz’ale a pressare il portatore di palla e un attaccante che rientra dietro la linea della palla, allora non convince ne’ la coppia d’interditori in mediana senza nessun costruttore, ne’ il solo Palacio come prima punta d’area attorniato da difensori. Dopo che i primi dieci minuti sono trascorsi con un possesso palla discretamente fluido, ma senza sbocchi dei nerazzurri, il primo campanello d’allarme è scattato con la fuga sulla sinistra di Emeghara, Jesus intercettava il suo cross basso anticipando Rosina. L’Inter è poco reattiva nel rientrare quando perde palla, in particolare sugli sviluppi dei corner a favore che, gestiti mollemente, si trasformano sempre in pericolose folate senesi. Ma soprattutto c’è un buco a metà strada tra Schelotto (che non rientra) e Zanetti, che rimane sull’interno. Ranocchia è costretto ad uscire soffrendo parecchio. Sestu e Rubin vanno a calpestare questa mattonella libera e costruiscono i due gol del Siena. Nel primo Rubin prende il fondo e crossa basso, Zanetti buca e Emeghara ringrazia. Nel secondo Sestu ha campo libero sempre in quella zona e disegna una traiettoria imparabile per Handanovic, inutile il tentativo di Kuzmanovic di andare a coprire il vuoto lasciato da Schelotto e Zanetti. Se domenica scorsa avevamo fatto sembrare Cerci Garrincha, oggi con questa voragine è il turno di Rubin e Sestu prendere le sembianze dell’ala brasiliana. In mezzo il breve pareggio di Cassano, cross non toccato da Nagatomo e Pegolo spiazzato. Nell’occasione l’unica volta che c’erano quattro nerazzuri in area. Tornando alla fase difensiva Stramaccioni non corre ai ripari, Schelotto andava o tolto o scalato sulla linea dei difensori già nel corso del primo tempo, passando ad una difesa a quattro e un centrocampo a tre, coprendo di più quel fianco. Cosa che viene fatta solo ad inizio ripresa, dopo aver regalato un tempo al Siena. Fuori Schelotto si passa finalmente al 4-3-1-2 con Nagatomo terzino destro, Ranocchia e Chivu centrali, jesus terzino sinistro, centrocampo Zanetti-Kuzmanovic ed ecco Kovacic. Il diciottenne croato si sistema mezz’ala sinistra ed entra subito in partita giocando la palla in maniera intelligente. L’Inter è più quadrata, ma sempre lenta, e il Siena è chiuso nella sua metà campo, ma al 54′ Sestu se ne va un’altra volta, lancia Ermeghara, Chivu sbaglia il movimento e lo perde, nel tentativo di recuperare lo stende in scivolata da dietro, rigore ed espulsione. Rosina segna il rigore e ci affonda come all’andata. L’Inter potrebbe riaprire la partita poco dopo, il tiro di Guarin è furioso ma viene deviato da Pegolo, la palla finisce sui piedi di Cassano che centra la traversa bassa. Sarà l’unica occasione del secondo tempo. In dieci l’Inter è passata al 4-2-1-2 con Zanetti a destra e Nagatomo a sinistra, centrocampo Kuzmanovic e Kovacic. In realtà l’unica vera punta d’area rimane Palacio, mentre Guarin e Cassano navigano intorno all’area senza riuscire a sfondare le due linee compatte dei senesi. Prova a smuovere qualcosa Nagatomo, ma conquista solo qualche calcio d’angolo. Non c’è rabbia ne’ orgoglio, il gioco non c’è mai stato. E i cambi si chiamano Rocchi e Gargano. E ora per favore Stramaccioni non attacchiamoci agli episodi.

Tags: