Editoriali

La nuova frontiera interista

Primo agosto 2012, giorno di svolta epocale nella storia dell’Inter, entrano come soci di minoranza nella società nerazzurra gli investitori cinesi acquisendo il 15% delle quote (percentuale poi smentita), per una cifra che si aggira tra i 55 e i 75 milioni di Euro. E’ al contempo il primo passo per la costruzione del nuovo stadio di proprietà che verrà costruito dalla China Railway Construction Corporation.

L’Inter guarda al futuro e dopo aver costruito un settore giovanile ai massimi livelli, adottato una politica societaria di riduzione drastica degli ingaggi, costruito un nuovo organigramma societario con nuovi volti e nuove figure e ruoli, si proietta verso i benefit di uno stadio proprio e del mercato orientale. Ci vorrà ancora del tempo per vedere i primi effetti della nuova politica societaria sulla prima squadra, ma la strada è già tracciata. Non si sa ancora se i soci cinesi porteranno soldi freschi già per questa sessione di mercato, al momento bloccata dalle bizze dei giocatori messi in lista cessioni come Pazzini e Julio Cesar.

Nel pieno di una crisi economica senza precedenti, acuita nel mondo del calcio italiano dalla crisi di credibilità e dallo scadimento tecnico, portare una delle compagnìe più importanti del mondo ad investire in Europa e in Italia è frutto degli anni di successi che una stagione negativa non ha scalfito, oltre che del lavoro di promozione intessuto in Oriente, dove l’Inter ha tantissimi tifosi. Una grande occasione per una società che ha l’innovazione nel suo dna.

 

Intanto la stagione ha inizio, questa sera ci scontreremo con l’entusiasmo dell’Hajduk Spalato, squadra giovane e rodata da quattro gare ufficiali, seguita da un tifo caldissimo. L’Inter dopo quasi un mese di preparazione vi arriva naturalmente non ancora al 100% e senza brillantezza. Consapevoli di questo, concentrazione, tattica, cinismo in attacco, esperienza dovranno prendere il margine di vantaggio per portare in porto questa partita d’andata del penultimo preliminare di Europa League. Dopo otto anni ininterrotti di Champions League, l’ambiente sta prendendo bene la retrocessione europea e sembra non venir meno l’entusiasmo al nuovo corso stramaccioniano.

E ora finalmente la parola al campo.

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