La fase perplessa del calciomercato

Siamo entrati nella fase perplessa del calciomercato, nel solco di prima cedere poi acquistare, facile a dirsi, difficile a farsi. Pazzini prima si deprezza il cartellino usando la piazza, poi rifiuta ogni possibile offerta, nel frattempo spera di convincere “qualcuno” a tenerlo, ma non poteva convincere durante la stagione? Maicon vorrebbe andare da Mou (e chi non vorrebbe) al Real Madrid, ma c’è da convincere la dirigenza del Real Madrid che un anno fa lo voleva e ora non sembra più tanto convinta. Julio Cesar ha un super ingaggio che in Brasile non vogliono accollarsi, e per il nuovo corso Inter è ormai una zavorra, l’ingaggio, ma anche Julio dopo l’acquisto di Handanovic. Sneijder di fronte ad una super offerta potrebbe essre ceduto, ma dopo due stagioni disastrose molti faticano a ricordarsi chi sia. L’unico che sembra avere mercato è Castaignos, lo ricorderemo per il suo gol a Siena, sempre che vada via, perchè nel frattempo è sempre qua. Stankovic sembrava essere voluto da mezza Premier League, poi si è nascosto nei magazzini di Appiano, sperando che non ci si ricordi di lui fino al 31 agosto, e infatti nessuno parla più di lui. Tutti vogliono rimanere all’Inter, anche Lucio voleva, poi il fascino ribelle di una squadra che non riconosce l’aritmetica e il sistema metrico decimale lo ha catturato. Giusto per cedere qualcuno abbiamo fatto andar via Poli e Destro, in compenso è arrivato Mudingayi, che ha detto che vinceremo lo scudetto e poi ha chiesto dove diavolo fosse Eto’o.

4 thoughts on “La fase perplessa del calciomercato

  1. Francesco, per me, “la fase perplessa” del calciomercato è cominciata già da due anni con la cessione di Balotelli. A parte gli errori del ragazzo, una società deve saper gestire i “suoi” giovani, specialmente se si tratta di adolescenti come era Balotelli. Quest’anno con l’allenatore già in scatola, pensavo che la campagna acquisti si svolgesse in anticipo e con un progetto mirato. Purtroppo non ci siamo. Quanto fatto finora è terribilmente contraddittorio e si va su cio’ che offre il mercato sul momento. Si pensava a dei giovani come al ritorno di Destro e al possibile acquisto di Verratti, nulla: invece arrivano dei vecchi. Saranno sempre bene accolti, per carità, ma i giovani dove sono? Anzi, vengono lasciati andare come è successo con Poli: un ragazzo straordinario, tifosissimo dell’Inter a cui credevo molto. Speriamo che almeno Ranocchia resti. Sarà vero che gli italiani all’Inter sono indigesti? Del resto, l’anno scorso Branca disse che a lui dell’italianità non gliene fregava nulla: non sarà che di nascosto vada a fare il rito dell’ampolla? Ho l’impressione che siamo diventati i fornitori di giovani talenti per le altre squadre. Insomma, una provinciale. A Moratti interessa solo recuperare dei soldi per il resto…l’importante che ci siano stipendi bassi. Poi, nel caso le cose dovessero andar male, c’è sempre l’alibi del “giovane allenatore” che puo’ sempre essere sostituito con Baresi. E’ giusto rinnovare come è giusto il FPF; ma, che fatica: non siamo capaci di vendere persino dei campioni che hanno vinto tutto! A proposito: come è possibile che quando se ne vanno dall’Inter tutti a parlar male? Non è che al limite, non ci sia qualche problema nei comportamenti della società ( ricordo le parole di Muntari su Branca ); e forse, anche in parte della tifoseria? Non tutto puo’ essere spiegabile con la sindrome dell’amante tradito. Ma di questo, ne parleremo un’altra volta.

  2. Escludo che all’Inter gli italiani siano indigesti, l’Inter ha lanciato due talenti come Balotelli e Santon, poi è andata com’è andata, per colpe da ripartire tra tutte le parti. Abbiamo il miglior settore giovanile in Italia, poi le scelte vengono fatte sul piano tecnico ed economico, non certo guardando il passaporto.
    Anch’io sono insoddisfatto degli ultimi calcio mercato e quest’ultimo al momento è incompleto a cinque giorni dalla consegna della lista per l’Europa League, ma Moratti rimane il primo tifoso dell’Inter e l’abbassamento del monte ingaggi lo trovo indispensabile e sacrosanto. Sono anche convinto che su Stramaccioni si sta puntando seriamente e non verrà usato come parafulmine.
    Ci sono intoppi e aspetti contraddittori come la vicenda Poli-Mudingayi, ma la linea generale della società è ora chiara, e per certi versi obbligata.

  3. Come interista mi sono sempre sentito fiero di essere rappresentato dalla famiglia Moratti, una stima nata con il padre Angelo. Persona di cui ho apprezzato l’eleganza e lo stile con valori umani e sociali che il figlio Massimo ben incarna e rappresenta. Ma la mia non vuole essere una venerazione a prescindere: la critica della ragione deve avere sempre la sua dignità. Se posso essere stato un po’ duro nei miei giudizi ascriviamolo alla branchia del tifoso innamorato che si sente un po’ deluso, anche se qualche stralo era diretto più verso Branca che al nostro Presidente. Forse sto esagerando anche in questo ma, negli ultimi 2 anni, non mi sembra che la gestione della squadra tra acquisti e vendite sia stata proprio perfetta: anzi, troppe lacune emerse dalla mancanza di chiarezza e di una progettualità dimostratasi insufficiente che ci ha visti cambiare allenatori a raffica ed acquisti inadeguati (l’anno scorso, Cassano poteva venire all’Inter a pochi soldi: avremmo rivinto lo scudetto); ma anche la difficoltà nel vendere campioni affermati e la mancanza di tatto psicologico nel preparare la loro vendita. Sotto questo aspetto abbiamo delle carenze, basti pensare a come è stato trattato una bandiera come Materazzi: senza un minimo di riconoscimento. No, non ci si comporta in questo modo!…Come ho già scritto nell’intervento precedente, ritengo giusto rinnovamento e FPF; quello che mi lascia perplesso e dubbioso è la fatica e lentezza nelle operazioni di “bonifica” tanto da avere l’impressione di rivedere un film già visto l’anno scorso. La speranza l’ho in Stramaccioni: sveglio e pungente (nel senso di stimolo) al punto giusto da “dinamicizzare” l’ambiente. Che abbiamo una diosincrasia verso i giovani italiani per la prima squadra è dimostrato dai fatti: li alleviamo per darli agli altri. Balotelli e Santon in un certo modo lo dimostrano: non siamo in grado di tenerli. Bonucci all’Inter non ha avuto credibilità, eppure in altri lidi è approdato in nazionale. Spero che ora si sia preso un’altra strada con i giovani. L’altra sera ho apprezzato moltissimo Mbaye (non me lo aspettavo cosi duttile e forte) e spero che, insieme a Longo, possa avere quella fiducia di cui i giovani hanno bisogno. Ed in questo, occorre che anche l’ambiente dei tifosi sia compartecipativo e meno fiscale ai possibili ed eventuali errori. L’altra sera abbiamo vinto il trofeo contro Milan e Juve, ma non siamo ancora al loro livello. Abbiamo bisogno almeno di due sostituti all’altezza di Cambiasso e Zanetti, altrimenti sarà difficile persino centrare l’Europa ligue.

  4. Le critiche alla società ci stanno, questo calciomercato è stato caratterizzato nelle ultime settimane da alcuni colpi a vuoto come Paulinho, il già ricordato mancato riscatto di Poli, ma poi tutti vogliamo il bene dell’Inter. Sui giovani indubbiamente l’ambiente non li aiuta a crescere, penso ai fischi a Coutinho, ad Alvarez ed alla diffidenza verso chiunque arrivi da non campione affermato, purtroppo è sempre stato così.

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