Editoriali

Io sto con Moratti

Dopo che l’Inter vinse il Triplete, io pensai che questa squadra avrebbe potuto andare avanti ad alti livelli per altre due stagioni, seppur consapevole che l’apice era stato raggiunto il 22 maggio 2010. L’anno scorso, tra alti e bassi, le cose andarono più o meno così, con il secondo posto, i quarti di Champions e la Coppa Italia vinta, e ovviamente la coppa del mondo a metà stagione.

Quest’anno la stagione è indecifrabile, un punto nelle prime tre giornate, un punto nelle ultime tre, in mezzo 34 punti in 16 giornate, un andamento da scudetto in questo campionato dalla media bassissima, dove una squadra che ha pareggiato con mezza serie A riesce ad essere in testa alla classifica, ma abbiamo avuto quei due trittici di black-out. Pazza Inter. Intanto primo posto nel girone di Champions e ottavi raggiunti, ma eliminazione dalla Coppa Italia.

Quindi ormai quei due anni di cui accennavo all’inizio stanno passando e credo che Moratti in questa settimana sia intervenuto al momento giusto e nel modo giusto. Prima sarebbe stato troppo presto, con buona pace degli impazienti, dopo sarebbe stato troppo tardi. Bisogna essere senza cuore per voler smantellare una squadra all’alba del Triplete, sarebbe senza occhi non vedere che ora il ciclo sta finendo, ma ci sono ancora tre mesi di stagione, con un ottavo di champions tra due settimane. Moratti ha quindi fatto capire che è un momento di svolta con parole senza precedenti e senza appello dopo la orribile non-partita di Roma, ma nello stesso tempo ha richiamato a questi tre mesi in cui si è in ballo e bisogna ballare, e soprattutto bisogna dare l’anima, perchè ballare si è già ballato abbastanza a ben vedere. In particolar modo da parte di quei giocatori in grado di fare la differenza come Julio Cesar, Maicon, Sneijder, che da un anno e mezzo giocano all’insegna della discontinuità, e gli infortuni non possono essere un’alibi, ma anzi un campanello d’allarme.

E’stata una settimana decisiva per l’Inter, con Moratti più presente che mai, il faccia a faccia squadra-allenatore negli spogliatoi, con capitan zanetti che ha ancora una volta preso la parola nei momenti decisivi (e pensare c’è chi si ostinava a dire che era troppo silenzioso per fare il capitano, usando anche epiteti oltraggiosi), e sono pronti a rientrare tutti quei centrocampisti in grado di dare più qualità al gioco: Stankovic, Sneijder (di nuovo fuori a Roma), Alvarez, senza dimenticare l’attesissimo rientro di Forlan. Purtroppo perdiamo Samuel per almeno due settimane.

Ora con il Novara, con volontà e orgoglio.

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