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Inzaghi attacca la Var, ma i numeri dicono che funziona

Al termine di Inter-Lazio Simone Inzaghi si è duramente lamentato della Var e onestamente non capiamo perchè. Il rigore per la Lazio inizialmente decretato dall’arbitro, non c’era assolutamente, come tutte le immagini chiariscono oltre ogni ragionevole dubbio e bene ha fatto l’arbitro ad essere chiamato al monitor dagli assistenti e bravo lui ad avere l’onestà di tornare suoi sui passi. Ma parlando in generale, una ricerca condotta dall’ex arbitro Pieri per Rai Sport, sostiene che l’assistenza video per gli arbitri ha corretto 45 errori in 188 partite, riguardanti rigori, cartellini e fuorigioco. Gli errori commessi nonostante la Var sono stati sei, un numero davvero irrisorio, tra questi il più clamoroso sicuramente il rigore negato ai laziali in Lazio-Torino, che ha evidentemente innervosito l’ambiente, oltremisura però.. E’ un dato di fatto che la Var ottiene il gradimento della maggioranza del pubblico e non regge la tesi che si perde troppo tempo ogni volta che l’arbitro va al monitor, almeno non la pensa così il pubblico degli stadi, che attende senza intemperanze le decisioni. I dati dicono inoltre che il tempo effettivo delle partite non è stato alterato, la verità è che si perdeva più tempo per le proteste in campo, oggi quasi del tutto sparite. Si vede anche meno nervosismo, meno interventi duri, perchè il clima è più sereno. Che la Var tolga romanticismo al calcio è una sciocchezza, il romanticismo era tolto dai veleni, dai sospetti. Ma vediamo di fare un raffronto: Fino ad un anno fa si lamentavano degli arbitri diciannove squadre, tutte tranne la Juventus. Quest’anno si sono lamentate Juve (senza motivo), Torino, Roma (senza motivo), Lazio (in parte a ragione e in parte no), Cagliari e Crotone. Da diciannove a sei, un bel passo avanti.