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Inter contestata, ma c’è contestazione e contestazione, e Moratti ha colto nel segno

Le parole di Moratti (che pubblico sotto) hanno inquadrato correttamente la situazione della contestazione. Moratti è il primo tifoso dell’Inter e non a caso ha anticipato tutti contestando duramente la squadra dopo Roma, cioè prima delle contestazioni post-Novara o di quelle pittoresche delle sciure sotto i suoi uffici.
E Moratti fa bene a distinguere contestazione da contestazione, perchè non sono tutte uguali quelle che hanno visto l’Inter contestata.
Per me ci possono essere come minimo quattro tipi di contestazione.

C’è la contestazione dell’ansietà tipica dell’interista, preoccupato per il futuro e che non sopporta di vedere i presunti cugini là davanti in classifica, che chiede a Moratti solo una maggiore chiarezza e comunicazione, o a sua volta vuole mandare un messaggio a Moratti, e a una società per certi versi poco comunicativa.

C’è la contestazione a prescindere di chi contesta se la squadra non vince sempre, ciò vuol dire che questi tifosi pretenderebbero di vincere tutti gli anni e non sopportano nemmeno l’idea di una stagione senza vincere dopo sette anni di vittorie.

C’è la contestazione antimorattiana ed anche antizanettiana, cioè di quella minoranza d’interisti che in realtà Moratti non lo ha mai sopportato, non ne ha mai digerito lo stile e avrebbe preferito un presidente come Berlusconi e un dirigente come Moggi. Sono quelli che non aspettavano altro da sette anni, sono quelli che sono andati a ripescare il repertorio di dieci anni fa del “hai venduto Seedorf, hai preso Vampeta”, ma sono anche quelli che prima del 2006 dicevano testualmente che Zanetti era un senza p… Questa gente è stata zitta sette anni e ora riemerge con il suo livore.

Infine c’è la contestazione alla quale mi associo anch’io, cioè di chi contesta solo se vede che la squadra non ci mette l’anima e il cuore, come successo più a Roma che col Novara, senza pretendere di vincere tutti gli anni, ed avendo memoria lunga, non si sognerebbe mai di considerare Zanetti un pezzo da cambiare, come se la squadra di calcio fosse la propria macchina, e non un elemento di diversità nel mediocre e maneggione calcio italiano.

 

Lo stralcio dell’intervista a Moratti sulla contestazione

 

Come ha vissuto le contestazioni alla fine della partita?

“Sinceramente non le ho vissute perchè non ero lì, le ho lette sui giornali, niente di più e anche ieri ero fuori Milano. Però, le ho vissute leggendole. La gente è libera di esprimersi, poi qualcuno si diverte anche, qualcuno le aspettava da tempo, qualcuno vuol fare un po’ di scena, però comunque il tutto è consentito”.

Che cosa passa dalla testa di un presidente che in questi anni ha vinto tutto quello che era possibile vincere e che adesso, per un momento un po’ più difficile, viene contestato?

“Ma l’Inter è così, il pubblico dell’Inter è così, noi tutti siamo così nel senso che se teniamo a questa squadra è perchè c’è una certa vivacità, si vuole sempre ottenere qualcosa di diverso, sai sopportare anche le situazioni difficili, ma certe volte, devi far capire, e loro vogliono farmelo capire, che sia più difficile di quello che è, pensano che io non l’abbia capito. E poi credo che avessero paura che in questo momento potessimo vendere Sneijder, ad esempio, o di cose di questo genere, tutte cose che per trasmetterle devi fare qualche cosa. Comprensibile, certo non sono contento, questo senza dubbio”.

Queste contestazioni possono essere uno stimolo per ristabilire le cose la prossima estate?

“Lo stimolo non viene mai dalla contestazione, ma dalla voglia di far bene, anzi la contestazione ti dà uno stimolo molto contrario”.

FONTE: <a href=”http://www.inter.it/aas/news/reader?N=56609&L=it” title=”Inter.it”></a>

 

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