Le altre

Il triplete è uno solo, ma ora tocca a noi

messi championLa finale di Champions di ieri ha dato alcune importanti indicazioni. La prima, la più importante di tutte, è che per fortuna nel mio palazzo non ci sono juventini, al gol di Suarez si è sentito un boato riecheggiare nel cortile. La seconda indicazione è che non si può andare a giocare una finale di Champions con la mentalità da provinciale, buttandola in rissa dopo trenta secondi come hanno fatto Vidal e Bonucci. Sicuramente Sacchi si sarà vergognato, e lo dico senza acrimonia, perchè da interista sono il primo a dire che ci vorrebbero più italiani nel nostro calcio (e la Juve ieri presentava una formazione per sette undicesimi straniera). Ma il problema è che la Champions non è l’habitat naturale della squadra bianconera e lo si è visto anche ieri sera. Da parte sua il Barcellona poteva chiudere la partita nei primi venti minuti, ma dopo il primo gol hanno giocato come al solito da primi della classe, con l’obbiettivo di far vedere al mondo che sono i migliori e non di segnare il secondo gol. Poteva costargli caro, ma alla fine è andata come doveva andare. Un’altra indicazione è che per giocare ad alti livelli ci vogliono difensori che sappiano impostare e trattare il pallone con i piedi, a partire dal portiere, come lo sapeva fare Julio Cesar o come ha fatto ieri Stegen, estremo difensore del Barcellona, ventitreenne prelevato dal Borussia Mönchengladbach l’estate scorsa per 12 milioni. Non una cifra pazzesca. Perchè allora anche l’Inter non si rivolge al mercato tedesco? I vivai d’oltralpe stanno proponendo molti prospetti interessanti, provenienti sicuramente da un campionato competitivo. Tornando a Stegen si è visto un portiere bravo tra i pali e capace di gestire i retropassaggi dei compagni, servendo direttamente i terzini nello spazio, senza passare dai centrali o rinviando alla rinfusa. Un difensore come Benatia sarebbe stato perfetto, meno Skrtel, da verificare Kaya, non pare al momento Murillo. Thohir comunque ieri era in tribuna a Berlino, di cosa avrà parlato con Bolingbroke e Williamson?