Editoriali / Storia

Il racconto del 2015 e buon 2016!

mancini ride farinaPer raccontare il 2015 nerazzurro bisogna fare un passo indietro e andare alla fine del 2014, uno dei peggiori della storia nerazzurra. Oltre ai pessimi risultati, è l’incompatibilità ambientale dell’allenatore Mazzarri a creare una situazione irrisolvibile, se non con l’esonero dello stesso. Thohir chiama Mancini, che riesce subito a infondere serenità all’ambiente e a dare una mentalità offensiva ai giocatori, anche se i risultati non arrivano. (Continua sotto)

Il 2015 vero e proprio comunque comincia con la vittoria netta in casa con il Genoa e la vittoria sfiorata a Torino con la Juve. Il treno sembra partito, ma arrivano le sconfitte con Torino e Sassuolo. Mancini continua a predicare ottimismo, anche se alcuni tifosi non gli perdonano la severità con cui ha messo fuori rosa Osvaldo dopo un litigio. In febbraio la squadra inizia a segnare, tre gol al Celtic, quattro all’Atalanta, tre al Palermo, ma in marzo-aprile c’è un netto calo fisico con l’eliminazione dall’Europa League per mano del Wolfsburg  e arrivano anche le sconfitte con Fiorentina e Sampdoria, ma sono i modesti pareggi casalinghi con Cesena e Parma a far arrabbiare i tifosi. Mancini ora viene considerato troppo buono e rilassato, anche se non manca un allenamento punitivo la domenica di pasqua. Comunque non basta un guizzo finale e la squadra chiude il campionato ottava. All’ultima giornata a Mancini viene chiesto cosa serva a questa squadra per ritornare in vetta, lo jesino risponde “8-9 acquisti”, ma nessuno dà peso a questa risposta e tutti pensano ad una battuta. Ed invece è proprio quello che accade, con le cessioni di Shaqiri, Kovacic e Hernanes, Thohir incassa più di 60 milioni che reinveste nella campagna acquisti. In realtà i colori nerazzurri vivono un’estate piuttosto movimentata, le trattative sono estenuanti, la squadra perde tutte le amichevoli, ma Mancini appare sempre sereno. Il mercato si sblocca solo a metà agosto, con la dolorosa cessione di Kovacic, possono così arrivare Jovetic, Perisic, Melo, Telles e Ljajic, tutti negli ultimi burrascosi giorni di agosto. Ma in realtà i due grandi acquisti l’Inter li aveva già fatti, con i due difensori centrali Miranda e Murillo che sistemano la difesa e danno solidità al reparto e di conseguenza a tutto l’assetto. La nave nerazzurra può ripartire e il resto è storia degli ultimi mesi.