Editoriali

I 100 giorni di Mancini

cagliari_3268608Diciannove punti in tredici partite di campionato – passando dal decimo al settimo posto – una vittoria e due pareggi in Europa League, una sconfitta in Coppa Italia. Ventinove gol fatti, ventidue subìti in diciasette partite. Questi i numeri dei primi 100 giorni di Mancini sulla panchina dell’Inter. Non male, davvero non male. Ma nessun trionfalismo, nessuna enfasi, non serve a nulla, stiamo semplicemente (ri)facendo l’Inter, anche se non eravamo più abituati. Ci vuole equilibrio, perchè ora arrivano le partite difficili: il ritorno con il Celtic, e poi Fiorentina e Napoli. Ieri due gol bloccando alti e sul nascere la transizione del Cagliari, un gran numero di occasioni create, ma anche un gran numero di occasioni concesse, anche senza Ranocchia la difesa non è certo un muro. Gli errori sono tanti, Vidic lancia involontariamente Cossu, Jesus si fa impallinare da M’Poku e scherzare da Longo, Medel perde un pallone rovinoso in uscita. Le analogie con il secondo tempo di Glasgow ci sono tutte, palloni gettati via e centrocampo che si sgonfia, così l’Inter non riesce a fare possesso palla e gestire il risultato. La mossa è sempre quella, passare nei minuti finali al mazzarriano 3-5-1-1  e le cose si sistemano. Non tutto il male viene per nuocere, quello che era un modulo indigesto, può tornare utile nei minuti finali per dare sicurezza alla squadra, ma nel lungo termine dei 90 minuti e della stagione – come si è visto – non ha mai portato da nessuna parte. Ci vuole prospettiva, e Mancini ce l’ha data.

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