Mondo Inter

Fedeli alla linea, la linea non c’è

Sassi gettati nello stagno, segreti di pulcinella, verità inopportune, sana operazione verità, sputacchi nel piatto in cui mangia, comunque si vogliano guardare le parole di Ausilio, si sono trattate di vere e proprie bombe. Volontarie? C’è la dietrologia di chi vuole un Ausilio fresco di rinnovo e intento a farsi licenziare dopo l’arrivo di Sabatini, per ottenere una lauta buonauscita, chi lo vede al contrario come ingenuo al massimo che chiacchiera con gli studenti che a sua insaputa lo registrano, ma va detto che le parole così trascritte sono state abbastanza semplificate e crudizzate, come ha rivelato l’inviato di Sky Nebuloni – come in quelle intercettazioni che i giornali scandalistici pubblicano estrapolando solo quello che vogliono deformando il tutto – confermando anche il fatto che in fondo Ausilio ha detto quello che in società tutti pensano, cinesi compresi. Tutto ciò ci permette però di arrivare a un altro discorso, che ruota intorno a questa domanda: Una società di calcio deve comportarsi come un partito-azienda-setta che comunica una sola verità ufficiale che tutti i tesserati e financo i semplici tifosi devono propagandare all’unisono e senza sfumature, oppure tutto questo nel 2017 è superato e frutto di un retaggio del passato? Che livello di trasparenza e che tipo di comunicazione deve avere una società di calcio? Dire la verità è rivoluzionario o è meglio un po’ di sana ipocrisia conservatrice? Aspettiamo di vedere gli effetti delle parole di Ausilio, ma al momento non mi sembra sia sorto nulla di drammatico. Certo, chi odiava Ausilio ora lo odia ancora di più, chi crede in una forma di comunicazione più tradizionale ha gridato allo scandalo, ma alla fine quello che è cambiato è che ora tutti ne sappiamo qualcosa di più e da una fonte diretta, niente che non fosse già trapelato, i media ne sono rimasti completamente spiazzati, nessuno ha rilanciato, se poi siamo allo spontaneismo o a una cosciente nuova strategìa comunicativa chi lo sà, in fondo l’unica legge nel calcio è perdere o vincere, se l’Inter tornerà a vincere anche tutto questo verrà dimenticato e ogni elucubrazione sulla comunicazione sportiva passerà in secondo piano, viceversa continueremo a parlare di quello.