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E’ la rivoluzione silenziosa, bellezza Ausilio

HumphreyBogartDeadlineIl coraggioso Ausilio ci ha messo la faccia. Sì, è sceso nelle fauci di Telelombardia ed ha affrontato l’accondiscendente Ravezzani, l’innocuo Furini e ha trovato un’insperata spalla nel milanista Ruiu, quello che pensa che “i tifosi devono fare i tifosi”, cioè pagare il biglietto, comprare le magliette, spegnere il cervello e battere le mani a comando come foche ammaestrate, come nei regimi totalitari, il paradiso degli Ausilio, dei Mazzarri e dei Ruiu. Una serata fantastica, a spiegare che se sei un dirigente mediocre, un allenatore mediocre, se non sei all’altezza dell’Inter, puoi sempre abbassare l’Inter alla tua mediocrità. E’ il ridimensionamento, bellezza. Ma Ausilio è stato coraggioso, ci ha messo la faccia, come quando ha ammesso di non capire nulla di calcio, di essere un incompetente: sì, quando ha accostato Mazzarri a Van Gaal e Klopp. Solo un incompetente lo può fare o uno che vorrebbe clonare 11 Mazzarri (per innaffiare il prato?). Ausilio vive in un mondo tutto suo, come Maria Antonietta prima della rivoluzione, pensa che i tifosi che sono contro Mazzarri siano una minoranza, un migliaio in mezzo a folle oceaniche, plaudenti e sbandieranti. Solo che tra un po’, nel mondo reale, allo stadio rimarranno solo lui e Fassone il bianconero. E’ la rivoluzione silenziosa e gentile, bellezza. Quella dei tifosi che abbandonano lo stadio, che li lasciano soli a farsi i complimenti tra loro, a dirsi quanto sono bravi nel quarto anno di transizione. Ah Mazzarri, i tifosi che dici ti fanno i complimenti per strada, sono i milanisti.

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