Editoriali

Dimissioni subito di chi insulta l’Inter, non di chi la ama

mazzarri thohir morattiSi può dire di tutto di Moratti. Criticare è lecito, abbiamo sempre detto che a un certo punto aveva fatto il suo tempo, un’epoca è finita. Inutile fare ogni volta che succede qualcosa l’elenco dei pregi e dei difetti, delle colpe e dei meriti dell’ex presidente. Ma in presenza di un pescivendolo maleducato, che lo liquida come “questo o quell’altro”, che gli manda a dire che lui non conta più nulla dalla cassaforte in cui l’ha messo Thohir, che da Livorno è venuto all’Inter a fare il padrone, che dei leciti fischi dei tifosi dice “un giorno risponderò”, no. Non si può accettare. Chi difende ancora Mazzarri non ha dignità, non ha rispetto della storia dell’Inter, dello stile dell’Inter. Sappiamo che ovviamente c’è dell’altro, che il mancato intervento disciplinare di Thohir nei confronti di Mazzarri dopo gli insulti a Moratti è solo la goccia che fa traboccare il vaso di un rapporto deterioratosi da mesi. E in queste ore da fonti vicine a Moratti emerge che Thohir si sarebbe pentito di aver preso un’Inter così indebitata e dissestata, mentre Moratti sarebbe deluso del mancato ripianamento del debito da parte dell’indonesiano, il quale ha girato tutto in mano alle banche. Ora la domanda è: cosa ne sarà del 29,5% di Moratti? La situazione dicevamo è grave, ma anche se non basterà, Thohir farebbe più bella figura a chiedere le dimissioni del macellaio arricchito in panchina, o licenziarlo per giusta causa. Mi aspetto che Zanetti, in segno di solidarietà e riconoscenza, si dimetta anche lui.

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