Diario mondial, il sogno di Capo verde e Paraguay svanisce all’alba, come quello del Brasile

Quinta puntata

Continuano le notti mondiali, calde ma non afose, tante le sorprese sperate, sfiorate, ma alla fine i divari si fanno sentire tra i contendenti. Ma l’altra sera ho visto il terrore negli occhi dei giocatori dell’Argentina, di fronte avevano l’indomito Capo Verde, non solo il portiere Vozinha che ormai lo conoscono tutti, capace di non farsi beffare da Messi che ha tentato una punizione a sorpresa mentre lui stava sistemando la barriera, ma con un balzo felino ha evitato la beffa, capace di un dribbling a Lautaro, ma anche dei fratelli Duarte e di quel Sidney Lopes Cabral che ha fatto impazzire tutti con quel gol da impossibile posizione, ma sopratutto andando a esultare letteralmente in tribuna per abbracciare la fidanzata. Memorabile. In campo anche Livramento, giocatore dell’Hellas Verona, ma alle prime luci dell’alba il sogno è destinato a interrompersi, ma che emozioni! Grazie Capo Verde. Decisamente di tipo diverso il sogno del Paraguay, ma non meno emozionante, però decisamente meno fantasioso, perchè contro la Francia i sudamericani hanno attuato una tattica molto più sbrigativa e antica, non solo catenaccio (non ce la faccio ad usare l’espressione blocco basso), ma sopratutto provocazioni a manetta di tutti i tipi, sembrava una partita degli anni 80, con la squadra dei deboli che ricorre ai mezzi dei poveri contro lo squadrone francese, ma c’è da dire che i francesi non si sono lasciati irretire e non hanno perso troppo la calma, anche qui, alla fine è finita come da pronostico, ma che fatica per i transalpini. Da spaghetti western il mondiale del paraguayano Matias Galarza, che dopo aver “rubato” l’orologio all’arbitro nella partita d’esordio, le ha provate tutte per far incazzare i francesi, che di solito s’incazzano secondo la canzone di Paolo Conte, ma questa volta no, e se non ce l’ha fatta uno come Galarza a farli incazzare, 24enne pepato in prestito all’Atlanta dal River Plate, figlio di un calciatore boliviano, vorrà dire che sarà dura fermare questa corrazzata.

Intanto esce malamente il Brasile, non è riuscito Ancelotti a fare il miracolo, perchè questa seleccion è parsa un pallido parente dei fastosi verde-oro del passato, più forte la Norvegia di Halland che segna un gol praticamente ad ogni pallone toccato, ho sentito critiche nei suoi confronti per questo, ma io avevo capito che il grande centravanti è proprio quello che non ha bisogno di toccare tanti palloni per fare tanti gol. Si congeda Cristiano Ronaldo dopo sei mondiali, anche lui criticatissimo, per me ha fatto un buon mondiale con una buona media realizzativa, sui palloni toccati vale il discorso di Halland e rimane un grande della storia.