Sfuma Leoni, va al Liverpool
Cari amici, vi auguro il miglior ferragosto possibile, ovunque voi siate e nella massima serenità, anche se è inutile negare che nell’ambiente interista c’è un po’ di delusione per l’empasse in cui è caduto il mercato, vediamo come

Doverosa premessa da fare, il giovane Leoni non è mai stato un obbiettivo dichiarato dell’Inter, perche’ ha ufficialmente messo come priorità Lookman. Sappiamo come è andata o come sta andando riguardo il nigeriano, però Chivu aveva fatto un enorme apprezzamento sul ragazzo italiano, allenato da lui al Parma nella scorsa stagione, tanto da definirlo il prossimo centrale della nazionale italiana per i prossimi quindici anni. Fatta questa considerazione, passiamo all’altra, più stringente sul pezzo. Le squadre inglesi possono permettersi di mettere sul piatto cifre importanti senza battere ciglio, ma attenzione, non perchè sono ricchi danarosi arroganti, ma perchè i loro club fanno ricavi che sono il triplo delle italiane. Da dove arrivano questi ricavi? E’ presto detto, dai diritti televisivi in tutto il mondo e dagli STADI DI PROPRIETA’. Non è mia consuetudine scrivere in maiuscolo, ma qua mi sembra che siamo in una realtà di sordi avviluppati su sè stessi, vivacchiando di burocrazia e ambientalismo ideologico, da salotto, bloccando tutto. Non sto facendo politica, è la realtà, è il mondo reale di cui il calcio è un riflesso oltrechè una industria economica importantissima del nostro paese. l’Italia perciò è ostaggio dei burocrati e dei comitati del NO, che fanno leva su un certo romanticismo masochista di una parte rumorosa delle tifoserie, siamo prigionieri di un piccolo mondo che vive nel passato, dei nipotini di chi scriveva America con la K. Sono una minoranza, loro sì arrogante, ma hanno occupato lo stato, la magistratura, le scuole, i media, le sovrintendenze, la corte costituzionale.
Fatta questa digressione che mi sarebbe piaciuto non fare, ma sarebbe ipocrita non fare, lo stato delle arti e del lavoro dicono che sicuramente la dirigenza interista ha sbagliato qualcosa, ma c’è un problema di fondo strutturale, brevemente ma spero incisivamente sopradescritto, che sarebbe miope non vedere scatenando al contrario la frustrazione dei tifosi sul capro espiatorio Marotta o Ausilio. Anzi più che miope, da guerci proprio, senza offesa per nessuno. Ma siamo schietti.
Tornando al nostro tema, probabilmente troveremo una alternativa valida in difesa, poi De Vrij e Acerbi non è detto siano questi ferrivecchi da buttare, Acerbi intanto nel post-Barcellona era un eroe, ora sembra un reietto, l’esperienza invece serve sempre, sopratutto in difesa e in un grande club. E l’Inter è un grande club, ma per prosperare serve un sistema sano e moderno di fondo, altrimenti era meglio la superlega.
Bando alle tristezze comunque, i burotristoni non ci toglieranno il buon umore, ora via alle grigliate di ferragosto!












