Editoriali / Partita

Analisi tattica e non di Inter-Juve 2-1

inter-juve-2-1-esutlanzaParlare di moduli è riduttivo, ma è molto esplicativo. L’Inter di De Boer non ha un modulo definito, ma in qualsiasi squadra conta l’interpretazione individuale del ruolo. Di base la squadra nerazzurra gioca con un 4-1-4-1, ma con gli esterni che possono stringere molto dentro il campo, la difesa alta e finalmente da questa sera con un centravanti che partecipa alla manovra. Ad ogni modo, volendo parlare di moduli, nella gara vinta con la Juve, l’Inter ha iniziato con un 4-1-1-3-1, ma con Eder molto dentro il campo e la squadra molto stretta:

Handanovic; D’ambrosio, Miranda, Murillo, Santon; Medel; Banega; Candreva, Joao Mario, Eder; Icardi.

A metà primo tempo si è visto una sorta di 3-5-1-1, la squadra è parsa molto ben messa con questo schieramento, determinato da un Santon più avanzato, un Eder a ridosso di Icardi e Joao Mario e Banega più in linea.

Handanovic; D’ambrosio, Miranda, Murillo; Candreva, Joao Mario, Medel, Banega, Santon; Eder; Icardi.

Alla fine la squadra si è stabilizzata con un 4-1-4-1, complice anche i cambi:

Handanovic; D’ambrosio, Miranda, Murillo, Santon (Miangue); Medel (Melo); Candreva, Joao Mario, Banega, Eder (Perisic); Icardi.

Ma poi sono le predisposizioni a fare la differenza, un Medel che ti occupa tutte le zone di campo possibile, un Icardi che fa le sponde fuori dall’area, un Candreva che ti copre tutta la fascia, insomma, amala.