Analisi tattica, Mancini-Mandorlini, che sfida

mancini conferenzHanno ragione quelli che dicono che Inter-Verona è stata una brutta partita, ma è anche vero che un’Inter così solida non si vedeva dai tempi di Mourinho. E’ stata però anche una grande sfida tattica tra i due allenatori, Mancini e Mandorlini, che hanno saputo cambiare tre-quattro moduli in corsa rispondendosi colpo su colpo, ma alla fine ha avuto ragione Mancini. Bravo però Mandorlini. Riviviamo allora la gara tattica:

Il primo colpo a sorpresa è stato del mandorlo, che rinuncia al suo abituale 4-3-3 per piazzarsi con un 3-5-2. Molti hanno parlato di solito 5-3-2 mascherato, ma mi sembra abbastanza ingeneroso, è vero che i due esterni facevano i terzini in fase difensiva, ma è anche vero che ripartivano tutti e due simultaneamente e non si abbassavano più di tanto, con spesso anche i due laterali del trio difensivo alti. L’Inter è rimasta così imbrigliata e a nulla è valso per Mancini invertire continuamente la posizione alle due ali, poi mettere Ljajic alle spalle di Icardi e Perisic seconda punta. Il Verona da parte sua nella prima frazione di gioco non ha avuto palle gol, ma in diverse situazioni è andato sul fondo a crossare. L’Inter quindi non è ancora apparsa solidissima.

1′ 4-3-1-2 Handanovic; Santon, Miranda, Medel, Telles; Guarin, Melo, Kondogbia; Ljajic, Icardi, Perisic.

1′ 3-5-2 Rafael; Bianchetti, Moras, Helander; Pisano, Sala, Viviani, Greco, Albertazzi; Pazzini, Gomez.

mandorlini-verona-roma-serie-a_5flzlaiwtqk81thozohomokt5Mancini allora nel secondo tempo ha stupito tutti schierandosi con un 3-4-1-2, letto da molti come un 4-2-3-1, ma così non era. Santon ha fatto a tutti gli effetti il difensore di centrodestra, facendo reparto con Miranda e Medel, mentre Perisic si è posizionato alle spalle delle punte alla Snejder, trequartista di centro, centro-sinistra, con Guarin centrocampista esterno:

2t 3-4-1-2 Handanovic; Santon, Miranda, Medel; Guarin, Melo, Kondogbia, Telles; Perisic; Icardi, Ljajic (Jovetic 57′).

Il Verona però ha avuto un grande contropiede su una palla persa di Kondogbia, con traversa di Sala. Si è trattato di un episodio isolato, quanto pericoloso, ma sul ribaltamento di fronte Perisic ha conquistato il calcio d’angolo che, battuto magistralmente da Telles, ha visto Melo saltare coi tempi giusti trovando il gol-partita. La vera solidità però Mancini l’ha trovata al 65′, con il cambio Kondogbia-Biabiany, andando a ridisegnarsi così:

65′ 3-4-1-2 Handanovic; Santon, Miranda, Medel; Biabiany, Guarin, Melo, Telles; Perisic; Icardi, Jovetic.

mandorloIn questo modo Melo è andato in marcatura su Sala, seguendolo meglio di Kondogbia, Perisic ha bloccato sul nascere l’azione di Viviani e Guarin ha stoppato Greco. Importante il lavoro di Biabiany a coprire tutta la fascia e la presenza di Santon come terzo difensore a dare superiorità numerica sugli attaccanti veronesi. In questo modo l’Inter non ha praticamente rischiato nulla, solo in un’azione la catena di destra Biabiany-Santon è stata bucata, permettendo a Greco di andare sul fondo, ma il suo cross basso non ha trovato il miglior Siligardi. A questo punto Mandorlini, forse un po’ tardivamente – mancavano sette minuti – ha tentato una nuova mossa, spostando Zaccagni (entrato otto minuti prima come interno destro al posto di Sala) esterno alto a sinistra. Ne è venuto fuori questo 3-4-3:

83′ 3-4-3 Rafael; Bianchetti, Moras, Helander; Pisano, Viviani, Greco, Souprayen; Siligardi, Gomez, Zaccagni.

L’Inter è stata costretta ad abbassarsi di più e nei minuti finali ha finito col giocare a cinque dietro in questo modo:

83′ 5-2-1-2 Handanovic; Biabiany, Santon, Miranda, Medel, Telles; Guarin, Melo; Perisic; Icardi, Jovetic.

C’è anche da dire che sia con il 3-4-1-2 sia con il 5-2-1-2, Perisic a volte si abbassava come interno sinistro e l’Inter difendeva con il 3-5-2/5-3-2. Infine, Mandorlini ha tentato l’ultima carta disperata mandando Moras in attacco per questo 4-2-4 finale:

88′ 4-2-4 Rafael; Pisano, Bianchetti, Helander, Souprayen; Viviani, Greco; Siligardi, Moras, Gomez, Zaccagni.

Mancini ha risposto chiudendo così, con l’inserimento di Ranocchia:

88′ 5-2-1-2: Handanovic; Biabiany, Ranocchia, Miranda, Medel, Santon; Guarin, Melo; Perisic; Icardi, Jovetic.

Il 4-2-4 ha sbilanciato troppo però i gialloblù e l’Inter ha potuto ripartire più volte in contropiede, bravo Biabiany ad accompagnare i tre attaccanti, a farsi far fallo e a spendere un giallo. L’Inter ha così potuto portare in porto la quinta vittoria consecutiva.

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