I protagonisti dell’Inter campione
Siamo arrivati alla terza puntata del nostro racconto delle stelle in black&blue in the night sky, di questo ventunesimo scudetto, parliamo allora di quei giocatori che veramente, ma veramente, li davano ormai per finiti, per bolliti, a ciclo chiuso proprio e non ammettevano repliche. In realtà per alcuni tutta la rosa era ormai finita, bisognava resettare tutto a detta loro l’estate scorsa, ma ce ne sono alcuni in particolare, vediamo quali e chi sono, se avrete la pazienza di seguirci

Allora andiamo, il racconto inizia, ce ne erano invero due nel dettaglio, sotto i malevoli riflettori, uno era proprio Dimarco e l’altro sicuramente era Mikhitryan. Cominciamo dal Dimash, dal Dimarcos. Nemo profeta in patria verrebbe da dire in questi casi, tutto questo odio interno per un giocatore cresciuto nell’Inter, col simbolo di Milano tatuato sul polpaccio, nato e cresciuto nel capoluogo lombardo, viene da chiedersi perchè tanto odio? Ma perchè? Eppure la sua brutta partita in finale di champions contro i parigini per alcuni è stata una sentenza di condanna a morte. Inappellabile. Ma cosa ha fatto per rispondere il nostro Dimarchinho a tutte queste cattiverie, eh niente, ha sfoderato una stagione col record di assist, col contorno di gol da lustrarsi gli occhi, ha messo lì un piedino da brasiliano, e la curva cantava federicodimarco olè, non aveva mai smesso di farlo in realtà. Basterà? Direi che basta e avanza. Sì. Good job.
E che dire per l’altro dato per finito, troppo vecchio per alcuni, che non hanno capito che nel calcio di oggi anche se hai 38 anni puoi ancora dare molto, ovviamente stiamo parlando di Mikhitaryan, il nostro Miki Mouse, che pure quest’anno invece ha continuato a ricucire il centrocampo, come un sarto di alto livello, ha continuato a correre come un ragazzino, a creare pericoli e segnare, a dare precisione, equilibrio e fantasia. Good job anca lu.
Diciamo anche ce ne sono tanti altri, the crazy lion Acerbi pure lui ha dimostrato di poter dare ancora il suo contributo in varie circostanze, così come De Vrij, anche lui sempre pronto, probabilmente avrebbe potuto farlo anche il darmianitico, comunque sia mai dare per morti i vecchi leoni.
Sullo sfondo delle stelle c’è sempre lui, la luna buona, anche queste due stelle e tutti gli altri hanno brillato ancora perchè la luna era piena in panchina.
Amala.













