Editoriali

A Pescara l’Inter comincia il campionato, tra dubbi, speranze e infortuni

L'ultimo arrivato, Pereira

L'ultimo arrivato, Pereira

Tra poche ore l’Internazionale affronterà il Pescara nella prima giornata di campionato. Nonostante le tre gare ufficiali già disputate, c’è aria di esordio perchè il campionato è il campionato e perchè Hajduk e Valsui non sono apparse avversarie credibili. Gli assenti sono tantissimi, dal portiere Handanovic infortunato all’attaccante Palacio squalificato, passando per gli uomini contati a centrocampo per le assenze di Mudingay, Stankovic, Obi e Mariga. Non ci sarà nemmeno Chivu e il neoacquisto Pereira.

Parlando in generale l’Inter può stare tranquilla tra i pali, l’arrivo di Handanovic rinverdisce e dà continuità ad una delle migliori tradizioni nerazzurre, quella dei portieri. Castellazzi come sostituto ha fatto ben sperare nella gara con il Vaslui ed è apparso pronto, dopo una stagione negativa.

Per quanto riguarda i difensori centrali l’Inter è numericamente coperta con Samuel, Chivu, Ranocchia, Silvestre e Juan, e non solo numericamente: Samuel rimane uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, Ranocchia promette riscatto dopo una stagione deludente, ma manca un po’ di freschezzza atletica in questo reparto.

Sugli esterni la situazione è piuttosto acerba, con Jonathan e Nagatomo che hanno mostrato limiti di crescita, M’Baye promettente ma giovanissimo, c’è però Zanetti su cui fare affidamento e grandi aspettative sono rivolte a Pereira, che può giocare anche mezz’ala, e che dovrebbe far fare il salto di qualità a questo settore, mentre Maicon, non convocato per Pescara, dovrebbe partire ad ore.

In mediana manca un regista, Mudingay e Gargano portano volume e dinamismo, ma non fanno fare il salto di qualità al centrocampo, anche se sono chiamati a risolvere i problemi di filtro.

Sulla trequarti c’è abbondanza, tecnica, visione di gioco e si spera di trovare maggiore concretezza.

L’unico centravanti di ruolo è Milito, se partirà Longo in prestito, ma possono giocare in quella posizione anche Palacio, Cassano e Livaya.

E ora, finalmente, la parola al campo.

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