Editoriali

A Firenze l’Inter smarrisce la pericolosità

Perchè l’Inter di Stramaccioni che per tre giornate ha creato e segnato, anche nella più opaca prova col Cagliari, oggi ha giocato una partita dal possesso palla sterile con il portiere avversario poco sopra l’ordinaria amministrazione?

Cominciamo dal modulo, il 4-2-3-1 fa sognare i tifosi interisti, è il modulo del triplete, ma è un modulo da contropiede più che altro, se ti trovi di fronte una squadra che difende con 11 uomini dietro la linea della palla e intasa le fasce è meglio interpretarlo più come un 4-2-1-3, con i due trequartisti esterni che tagliano verso l’area di rigore, i terzini alti. Abbiamo visto invece Maicon dare saggi di tecnica ma salire a ritmo di crociera, Zanetti salire poco, Zarate fare l’ala sinistra pura, Alvarez accentrarsi orizzontalmente andando a fare quello che sarebbe il suo ruolo naturale, il trequartista centrale, senza grande intesa con Forlan che intanto non sapeva bene dove mettersi e ha perso una quantità di palloni impressionante, interpretando il ruolo in maniera ne’ carne ne’ pesce, non affondando verso l’area, non facendo il trequartista puro. Il primo cambiamento che si sarebbe potuto fare in questa gara imbrigliata era mettere Alvarez al centro e forlan ala destra proiettato verso l’area, più seconda punta, costringendo almeno uno dei tre centrali viola ad uscire da quella cassaforte che è stata la loro area di rigore. Insomma in un modo o in un altro il 4-2-3-1 non funzionava, vuoi per meriti della fase difensiva Viola, che ha vinto la partita sulle fasce con quel Delio Rossi maestro nel creare superiorità numerica in quella zona del campo, vuoi per cattiva interpretazione dei nostri. Stramaccioni non ha cambiato modulo, lasciando Milito solo in mezzo a tre difensori centrali viola. Solo nel finale stava per entrare Pazzini, ma l’infortunio di Chivu ha Mandato all’aria i piani, a conferma che questa è una stagione no, ma questo lo avevamo capito quando ci è stato fischiato il decimo rigore contro, grazie Julio Cesar.

 

Julio Cesar parata

Rigore, la parata di Julio Cesar

Un secondo argomento è che l’Inter di Stramaccioni quando gioca lontano dal Meazza fa il pressing in maniera intermittente, mentre a Milano chi perde palla va subito a pressare, a Firenze questo viene fatto solo nei minuti iniziali.

Terzo aspetto la difesa alta, con il Siena dava continuità al forcing, ma il Siena giocava con una punta sola, la Fiorentina ripartiva con due punte e spesso la difesa non riusciva a giocare d’anticipo, il gioco di Cerci e Ljajic è stato determinante a far respirare la Fiorentina.

Quarto aspetto i cambi, Nagatomo poco servito, Sneijder poco incisivo, il terzo si è fatto attendere a lungo, Stankovic avrebbe potuto sostituire un Poli in versione fantasma, oppure si poteva tentare il tutto per tutto con il cambio Poli-Pazzini, alla fine Stramaccioni si era deciso solo verso l’85’ per l’ingresso di Pazzini, ma come detto sopra ci si è messa anche la sfortuna e il pazzo non è potuto entrare.

Infine l’intensità, l’unico a smistare palloni con una certa celerità Cambiasso, mentre Lucio, Maicon, Zarate, Zanetti portavano palla, Poli playmaker basso non riusciva a far ripartire l’azione come fa di solito Stankovic.

Non resta che accettare questo 0-0, frutto di una partita dove l’Inter ha smarrito la pericolosità, priva di una cabina di regia solida, con una trequarti senza profondità e poca sincronìa, un attacco sulle spalle di Milito che ha fatto l’impossibile. E con quel rigore si è rischiato di perdere, anche se Delio Rossi semplicemente delira quando dice che la Fiorentina meritava la vittoria. Lo 0-0 è specchio più fedele di questa partita.

Stramaccioni mantiene una perfetta media inglese, vittoria in casa e pareggio in trasferta, e in termini assoluti meriterebbe la riconferma, ma per il terzo posto manca quella vittoria in trasferta che deve arrivare mercoledì nello spareggio di Udine, vera ultima spiaggia per rientrare in corsa per un posto in Champions, perchè intanto la Lazio pareggia in casa con il Lecce e rimane a sei punti di distanza. Incredibile campionato. Mediocre però.

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